Sopravvivere al Cambiamento

Cara Anima in cammino,

no, questo non è un articolo di self-help per scappati dai corsi di programmazione neurolinguistica.

Vorrei solo raccontarti cosa sto vivendo in questo periodo della mia vita, e condividere con te alcune riflessioni e trucchi che mi stanno tenendo a galla.

Da due mesi a questa parte ho deciso di dare una svolta drastica alla mia vita lasciando il mio “nido sicuro”, ovvero la piccola azienda in cui ho lavorato con passione per molti anni anni. L’ho fatto per provare un’esperienza in multinazionale molto strutturata e immergendomi in ruolo molto più complesso rispetto al mio precedente.

(Nota per me stessa: lasciare un posto a tempo indeterminato in piena pandemia globale? Fatto.)

Nuovo lavoro, nuova città, nuovi stimoli. E soprattutto, nuove sfide e nuovi orari.

La mia vita è cambiata radicalmente: sono passata dall’avere tempo libero e flessibilità per coltivare le mie passioni e la mia sfera privata, al lavorare almeno 60 ore a settimana saltando il pranzo e arrivando a fine giornata con la lucidità mentale di uno strofinaccio appena uscito dalla centrifuga della lavatrice.

Risultato dopo un mese e mezzo di lavoro:

  • ho perso tanti capelli da potermi candidare per recitare Zio Fester nel remake della famiglia Addams;
  • il viso si è riempito di brufoli così grossi e persistenti da far invidia a un quindicenne in piena esplosione ormonale;
  • in casa il disordine regna sovrano. in effetti, il maestro Picasso avrebbe potuto ispirarsi alla mia camera da letto per comporre Guernica

Per farla breve, nonostante stia ottenendo momenti di soddisfazione che mi ripagano gli sforzi fatti, ci sono giorni in cui vorrei infilare la testa sotto il cuscino e poter tornare alla mia vecchia, noiosa, comoda zona di comfort.

«E quindi? Che c’entra con l’articolo?»

Forse niente e semplicemente mi piacciono le premesse lunghe. Scherzo. La verità è che ci tenevo a rimarcare che non sono un guru in atto meditativo sul cucuzzolo di una montagna, non sono un santone in piena illuminazione, né un budda dal sorriso serafico.

Mi stizzisco, urlo, bestemmio (tanto, da brava toscana), esattamente come tutte le persone normali nei momenti di stress.

Però, nel mio piccolo, ho trovato alcuni modi per superare al meglio delle mie possibilità questo periodo di cambiamento. Cambiamento che ho desiderato, anelato, cercato in tutti i modi e che ora mi sta travolgendo con la sua energia. 

Eccoti quindi alcuni degli insegnamenti che ho appreso in questo periodo, e che magari un giorno potranno servire anche a te.

1. IL CAMBIAMENTO NON SI COMBATTE

Ho volutamente chiamato questo articolo “sopravvivere al cambiamento” e non “affrontare il cambiamento”, perchè a mio avviso la trasformazione (sia provocata, che subita) non è un avversario da combattere con la spada in pugno ma una corrente, talvolta molto impetuosa, dalla quale farsi trasportare. L’importante è trovare delle strategie per rimanere a galla e non affogare.

Quello che vorrei evidenziare qui, però, è la differenza nell’assetto mentale: finchè resterai nell’autocommiserazione, non avrai modo di uscirne.

Indipendentemente da quanto sia difficile il compito che hai davanti, questa scelta è sempre presente, e sei tu l’unico soggetto in grado di prendere una strada oppure l’altra. Puoi scegliere di affogare nella tempesta o sbattere ostinatamente piedini e braccine per restare con il capo fuori dall’acqua.

2. RITAGLIATI UNO SPAZIO SACRO

Che sia un pezzo di giardino o di balcone, la tua camera da letto o la tua poltrona preferita, in momenti stressanti è quanto mai importante avere un posto sicuro al quale tornare, fosse anche per un minuto al giorno.

Io ho smesso di lavorare in salotto quando mi sono resa conto che (dopo giorni di stress, nervosismi e telefonate di lavoro) l’aria di quella che era la mia stanza sacra era diventata invivibile. Non importa quanto mi sforzassi di purificarla, nè io ne mio marito riuscivamo più a trascorrerci dei momenti sereni.

Ho quindi eletto la cucina a posizione ufficiale (sebbene molto più scomoda per lo smart working) e il salotto è tornato ad essere la nostra stanza sacra.

Consiglio pratico: prova a preparare delle candele azzurre da bruciare nel tuo luogo sacro, per creare un’atmosfera serena.

3. RICORDA L’IMPORTANZA DELLE PICCOLE COSE

Quando si è stanchi e nervosi è più facile focalizzare l’attenzione su tutto quello che non va piuttosto che sui piccoli dettagli quotidiani che potrebbero cambiare il corso della giornata.

Ovviamente è un circolo vizioso che può solo peggiorare le cose, facendoci sentire sempre più inadeguati e impotenti.

Basta! La vita è piena di meraviglia, in ogni momento e in ogni luogo. Basta saper guardare e ascoltare, uscendo momentaneamente dal loop dei nostri pensieri. Anche solo osservare per qualche secondo un germoglio, ascoltare un brano sublime, gustarsi una carezza regalata da chi ci ama sono ottime leve per coltivare il presente se vissute in uno stato meditativo e di piena consapevolezza. 

4. CHIEDI SUPPORTO

Se anche tu sei, come me, abituata a cavartela sempre da sola e molto restia all’idea di chiedere un favore… Be’, sappi che questo sarà il punto più difficile di tutti!

Ricorda che c’è un sacco di gente, lì fuori, che fa il tifo per te (anche quando pensi di no). C’è chi sarebbe felice di offrirti un caffè, dedicare un’ora del suo tempo, o addirittura di offrirti un divano per qualche notte complicata. 

Chiedere aiuto non farà di te una persona debole o fragile, anzi.

5. NON PRETENDERE TROPPO DA TE STESSA

Se un cambiamento richiede grande sforzo, non puoi pretendere di mantenere gli stessi ritmi di energia che avevi prima. Non siamo dei pannelli solari.

Ci sono giorni in cui non ho forza di sedermi neanche davanti al mio altare per il solito momento di raccoglimento, perché se lo facessi cadrei addormentata all’istante (col rischio di avere un contatto troppo ravvicinato con la candela dell’elemento Fuoco). E siccome non mi va di banalizzare o sminuire un rituale per me sacro, preferisco non farlo proprio.

Ricorda che ci sarà SEMPRE qualcosa che sfugge al tuo controllo.  Accettalo, comprenditi, ascoltati e fai del tuo meglio. Essere attiva su dieci fronti contemporaneamente finirà solo per esaudire la tua forza di volontà alle 10 di mattina lasciandoti stanca, frustrata e con un sacco di cose ancora da fare.

Consiglio pratico: quando ti senti sopraffatta, prova a fare un breve esercizio per Coltivare la Presenza. Bastano due minuti per ritrovare un po’ di calma.

Ricordati che è solo un periodo, passerà e, indipendentemente da tutto il resto, ti darà un’esperienza in più con la quale affrontare la vita.

Ti abbraccio forte,

Luce

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: Il pensiero di qualcuno lontano

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