Road to Yule, 2 di 8: purificazione emotiva

Premessa: questo articolo è parte del percorso Road to Yule – Piccolo manuale di sopravvivenza all’inverno, che ho sviluppato in collaborazione con l’Accademia delle Arti Magiche di Torino. Prima di continuare nella lettura, ti consiglio di andare a leggere qui l’introduzione al percorso e la sfida della prima settimana.

Mia cara Anima in Cammino,

eccoci alla seconda settimana – e seconda sfida – del percorso Road to Yule. Spero che tu sia riuscita a cimentarti con la ricetta della scorsa settimana per purificare la casa, gli oggetti e i luoghi di potere.
Oggi vorrei parlarti di una forma diversa di purificazione, quella emotiva.

Sì, perché esattamente come succede per i luoghi in cui viviamo, anche la nostra mente diventa spesso “preda” di pensieri pesanti, ossessivi, insomma – per dirla in toscano – di seghe mentali che non ci portano da nessuna parte.

E se questo è un meccanismo che tutti, con frequenza variabile, sperimentiamo normalmente in alcuni periodi, figuriamoci se possiamo esimerci durante un’affascinante pandemia mondiale con vista sull’abisso.

Aggiungiamo – per non farci mancare niente – il freddo invernale che bussa alle porte, le ore di luce sempre più scarse, le mattine nebbiose e la vaghissima sensazione di sentirsi in gabbia… Et voilà, il cocktail micidiale è servito!

Il problema di questi pensieri è che generano un circolo vizioso di frustrazione.
Siamo in ansia, quindi non riusciamo a concentrarci. Non riusciamo a concentrarci, quindi diventiamo più improduttivi,  tergiversiamo, rischiando di non portare a termine quello che dovremmo fare. Questo, a cascata, genera:

  • Nervosismo.
  • Frustrazione.
  • Rabbia (che sfoghiamo su noi stessi e sugli altri).
  • Altra frustrazione, perchè sappiamo che la rabbia non ci aiuta ma non ci è chiaro come farla “sbollire” o disinnescare il meccanismo.
  • Altra rabbia perchè non ci sentiamo capiti.

Potrei andare avanti all’infinito, corredando questa lista con altri deliziosi concetti come litigi, ansia, crisi di panico, paura, incapacità di agire… Ma preferisco fermarmi qui e andare al sodo.

Questa settimana prepareremo un olio da massaggio che potrai utilizzare per stabilizzare l’umore, ridurre l’ansia e far defluire la rabbia.

Non sembra male, vero?

Per fare il nostro olio-salvavita ricorreremo ad alcune delle mie piante preferite, tre piante con cui lavoro energeticamente da tempo e che ho molto a cuore.

Sto parlando di Messere Assenzio, Madama Lavanda e Sora Menta. 

Assenzio te l’ho presentato qui come pianta consigliata negli incantesimi di protezione. Oggi gli chiederemo un supporto supporto per allontanare la rabbia e le emozioni pesanti. Di Menta ho parlato in modo veloce in questo articolo, indicandola come valida sostituzione all’issopo nelle miscele di purificazione.

Lavanda è invece una new entry in queste pagine, ma penso che le dedicherò presto un articolo tutto per sé. Per il momento, mi limito a dire che è una pianta molto – e ripeto: molto – potente, ampiamente usata nei rituali di purificazione, di amore e in generale in tutte le occasioni in cui c’è bisogno di allontanare negatività e malumore.  
Lavanda porta e diffonde amore e serenità. Lo fa in modo dolce ma deciso, un po’ come il suo profumo delicato ma impossibile da ignorare.  

UNGUENTO CONTRO LA RABBIA

Cosa ti servirà:

  • olio vegetale di girasole o di mandorle dolci (abbastanza da riempire un piccolo vasetto)
  • una parte di foglie di Assenzio
  • una parte di foglie e fiori di Lavanda
  • una parte di foglie di Menta

Puoi partire dalle erbe fresche o da quelle secche, ma non mischiarle perché i tempi di macerazione potrebbero variare.

Le proporzioni variano in base a quanto olio vuoi preparare. Non esagerare con le dosi, a meno che tu non voglia usarlo per condire l’insalata… E credimi, non vuoi farlo.
In generale, se parti da erbe secche la proporzione da seguire è di 1:10 quindi 10 gr di erbe per 1000 ml di olio. Per le fresche, ammetto che vado a occhio cercando di riempire bene circa i ⅔ del barattolo.

Prepara le erbe e sintonizzati con la loro energia. Ti consiglio di usare un mortaio, o una ciotola, per spezzettarle (se fresche) e mescolarle bene tra di loro prima di inserirle nel vasetto.
Copri con l’olio prescelto e metti il tutto a macerare in un luogo buio e caldo per circa 3 settimane
Una volta pronto filtra il composto, incantalo e conservalo in un contenitore possibilmente scuro.

Come dici?

Non puoi aspettare così tanto?

…Va bene, dato il momento di emergenza, posso consigliarti anche un altro metodo che non prevede la macerazione.
Non lo amo perché penso che quando si lavora magicamente con le piante, occorra lasciare loro tutto il tempo necessario per trasformarsi in santa pace. Ma a mali estremi, estremi rimedi.

Scalda l’olio vettore (girasole, mandorle etc etc) in un pentolino a fuoco basso. Non dovrà mai bollire. Quando è ben caldo aggiungi le erbe, abbassa ancora il fuoco e continua a scaldare il composto finché non avrà assorbito il profumo delle erbe. Ci vorrà circa mezz’ora (se ti spaventa l’idea di stare a girare un mestolo per mezz’ora, prova a fare la polenta e poi ne riparliamo).

Ho spiegato il procedimento nell’articolo “Preparare oli e unguenti magici“, nella sezione dedicata agli  unguenti.

COME USARE IL PREPARATO

Quando ne senti il bisogno (possibilmente prima di arrivare ad avere un diavolo per capello), prendi un po’ di olio, scaldalo tra le dita e massaggialo sulle tempie e sotto la della gola, dove ci sono i linfonodi.
Concediti, mentre lo fai, il tempo e l’attenzione per dei respiri profondi, lasciando che ogni espirazione si porti via un po’ di malumore.

Buona sperimentazione.

Un caro abbraccio,

Luce

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: I sei passi per creare il tuo Erbario Magico

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