Preparare oli e unguenti magici

La prima settimana di lavoro dopo le vacanze natalizie è sempre critica.
Decine di mail che si accumulano, riunioni dopo riunioni, cellulare che squilla in continuazione. Scadenze sempre più vicine.

Solitamente resisto bene allo stress test, ma ogni tanto ho anche io bisogno di un aiutino.
Allora uso un po’ della pomata alla menta piperita che che tengo sulla scrivania: ne scaldo un po’ tra le dita e la massaggio sui polsi e le tempie, lentamente. L’essenza fresca della menta favorisce la concentrazione, una visione chiara e determinata. Ecco che in pochi secondi sono pronta per ripartire, con nuova lucidità e motivazione.

Tra le cose che mi danno felicità, le erbe compaiono ai primi posti. Sono le mie compagne di avventura, un po’ come quelle amicizie silenziose che perdurano negli anni.
Purtroppo non riesco a dedicare loro tutto il tempo che vorrei, ma quando, come oggi, mi ricavo del tempo per stare con loro e fare delle preparazioni, le mie giornate si riempiono di felicità.

Come ho accennato qui, sono molte le preparazioni che possiamo fare con le erbe. Gli incensi sono sicuramente tra le applicazioni più conosciute, ma c’è tutto un ramo, vicino alla cosmesi, che riguarda i prodotti in stato liquido o solido, come gli oli o gli unguenti.

Questi ultimi ottengono mischiando erbe, o un loro estratto, ad una materia grassa. Tradizionalmente il grasso più usato era quello di maiale.

Come? non è poi così allettante?
Beh, se proprio vuoi scampare all’ebbrezza di cospargerti il corpo di strutto, puoi usare la cera d’api o, se te ne piace l’odore, l’olio di cocco.

Prima di addentrarci in qualche ricetta, però, facciamo un po’ di chiarezza.

Che differenza c’è tra olio, olio essenziale, oleolito e unguento?

OLIO

Un olio si estrae per spremitura del nocciolo, la parte più dura della pianta.
Si ottengono così molti prodotti usati nella cosmetica tradizionale, in cucina e anche in magia: olio di oliva, di mandorle, di girasole, di jojoba. Solitamente questi oli sono delle ottime basi da miscelare con gli olii essenziali per preparati di vario tipo.

OLEOLITO

L’oleolito si ottiene mettendo a macerare parti di piante (fiori, foglie, ma anche bacche o radici) in olio. Come base si possono utilizzare tutti quelli che ho descritto sopra, anche se preferisco l’olio di girasole perché si mantiene più a lungo senza irrancidire.
A livello magico, per ottenere il massimo beneficio e trarre tutta l’essenza della pianta, si dovrebbe partire da piante fresche raccolte nel loro periodo balsamico, ossia quando il loro contenuto di principi attivi è ottimale. Il periodo balsamico varia in base alle singole piante e talvolta anche a seconda della parte che si vuole usare, foglie, fiori o radici.
Diciamo che per molte piante officinali il periodo balsamico avviene in estate, da qui la tradizione di andare, la notte di Litha (o festa di San Giovanni), a raccogliere le erbe fresche.
Nel caso in cui, tuttavia, non disponiamo di piante fresche, possiamo comunque utilizzare erbe essiccate: otterremo un prodotto dal profumo meno intenso, ma ugualmente valido per gli incantesimi.

OLIO ESSENZIALE

L’olio essenziale si ottiene estraendo, con le tecniche della profumeria, l’essenza della pianta o del fiore. Questo permette di ottenere un prodotto assai più concentrato di un oleolito, e dal profumo impareggiabile.
Dato che è virtualmente impossibile ottenere un olio essenziale in casa (a meno che non vogliate munirvi di distillati e circa 20kg di fiori di rosa o gelsomino freschi) questi prodotti vanno acquistati in erboristeria o in negozi specializzati, stando ben attenti a non ripiegare sulle versioni sintetiche. Spesso, infatti, vengono spacciati come oli essenziali puri dei composti dove di essenziale c’è veramente il giusto.
Solitamente gli olii essenziali non si utilizzano puri ma diluiti in un olio vettore. Questo per due motivi: primo, perché alcuni potrebbero dare fastidio se messi a contatto sulla pelle. Secondo, perché una boccetta di buon olio essenziale costa almeno 10-15 euro, e usarla tutta insieme sarebbe uno spreco inutile. È la presenza, più che la quantità, di olio ad assicurare che la miscela preparata ottenga l’energia della pianta che vogliamo usare.

GLI INGREDIENTI SEGRETI: PASSIONE E CURA

Personalmente amo molto gli oleoliti. Mi piace prepararli, prendermi cura di loro durante il periodo di preparazione (che può durare anche tre settimane, durante le quali vanno mantenuti in luogo asciutto e scossi almeno una volta al giorno), filtrarli, osservare le magnifiche variazioni di colore ed odore che avvengono.
Dal momento che infondo loro cura ed amore, trovo che a livello magico abbiano molto più potere rispetto ad un qualsiasi olio acquistato, indipendentemente dal l’aroma che emanano.
Va da sé che il profumo emanato da un olio essenziale non è neanche lontanamente paragonabile, quindi se sei un’appassionata di aromaterapia, ti consiglio di scegliere un prodotto diverso.

COME USARE GLI OLI

Sia oleoliti che olii essenziali si prestano a molteplici impieghi.
Uno degli usi più comuni è quello di ungere le candele per i rituali, caricandole per uno scopo specifico: l’essenza dell’erba (o delle erbe) scelte andranno ad aumentare il potere della candela stessa.

“Vestire” una candela

Puoi preparare una piccola quantità di olio mescolando un cucchiaio di olio vettore con due gocce di olio essenziale. Incanta l’olio visualizzando il tuo proposito e poi spalmalo sulla candela usando le dita. Nel farlo, ricorda di seguire il verso adatto in base al tipo di incantesimo a cui ti stai dedicando: nel caso di incantesimi di attrazione (di amore, ricchezza, fortuna, temi specifici), parti dalla punta della candela dove c’è lo stoppino e con due dita ungila fino ad arrivare a metà, poi ripeti la stessa cosa partendo dal basso, fino ad arrivare al centro.
Se invece stai facendo un incantesimo di allontanamento, procedi esattamente al contrario: dal centro verso l’alto, e poi dal centro verso il basso.

Arricchire e ungere talismani e oggetti

Io uso gli oli anche per conferire potere ai sacchetti di erbe, per ungere talismani oppure oggetti specifici.
Una goccia di olio di lavanda sui polsi e le tempie riduce lo stress e l’ansia, mentre un po’ di olio al basilico sarà perfetto per i rituali dedicati alla ricchezza.

Diluiti in olio di mandorle, infine, sono i miei alleati imbattibili durante massaggi e trattamenti sciamanici.

Se l’idea di utilizzare dei preparati oleosi non ti sfizia, potresti provare un’altra applicazione: gli unguenti.
In ambito magico, quando si parla di unguenti vengono subito in mente le cosiddette “pomate del volo”, ossia quegli unguenti a base di erbe psicotrope che, a contatto con la pelle e le mucose, inducevano uno stato di allucinazione in cui si aveva, tra l’altro, l’impressione di “volare”.
Ovviamente l’idea di utilizzare queste erbe è oggi fuori discussione, ma gli unguenti rimangono un modo comodo per beneficiare dei potere della pianta quando, ad esempio, non sia possibile fare delle fumigazioni con l’incenso. Naturalmente, occorre portare attenzione ad usare solo erbe che non abbiano un effetto pericoloso per la nostra salute.

Preparare un unguento

Come dicevo prima, un unguento si crea mescolando erbe oppure oli ad una materia grassa.
Come materia grassa io amo molto l’olio di cocco: è profumatissimo, si mantiene nel tempo e “fonde” bene al contatto con il calore della pelle. Sotto i 25 gradi, infatti, diventa solido: quindi d’inverno si può conservare dove si vuole, mentre d’estate va tenuto in frigo.
L’unico svantaggio è il suo odore piuttosto forte che, soprattutto se non si usano oli essenziali puri, può coprire o interferire in maniera consistente con il profumo della preparazione.
Ad esempio, oggi ho fatto un unguento usando olio di cocco, cera d’api e lavanda, ma la lavanda sembrava praticamente inesistente.

Il vantaggio degli unguenti è che si possono trasportare sempre con sé senza il rischio di rompere e rovesciare in borsa boccette d’olio o mix di erbe e resine.
Inoltre, se composti a base di erbe officinali, si possono spalmare sul corpo per combinare l’effetto magico con quello terapeutico a livello fisico.

Si, va bene. Ma dopo tutto questo spiegone, me la dai la ricetta? voglio provare!

Premetto che con le dosi specifiche non sono mai andata d’accordo, ma con le proporzioni me la cavo…E quindi:

Metodo 1: da olio

1 parte di cera d’api
3 parti di olio base arricchito di olio essenziale (ne basta qualche goccia), oppure di oleolito

Scaldare a bagnomaria la cera d’api, aggiungere l’olio vettore arricchito con olio essenziale oppure con dell’oleolito, mescolando bene. Per mantenere il prodotto più a lungo, si può aggiungere anche qualche goccia di vitamina E pura.
Nota: se usi l’olio di cocco, puoi ridurre ulteriormente la quantità di cera d’api in quanto, come già scritto, questo tende a solidificare piuttosto facilmente.

Metodo 2: da erbe secche

Se non si dispone di oleolito pronto o di oli essenziali, si può partire dall’erba secca. In questo caso bisogna scaldare l’olio vettore senza farlo bollire, poi aggiungere l’erba, e continuare a scaldarlo senza bruciare la mistura finché questa non avrà assorbito il profumo. indicativamente potrebbe volerci almeno mezz’ora. Una volta preparato l’olio profumato, si filtra e si aggiunge alla cera d’api seguendo il procedimento dettagliato sopra. Nota:Attenzione a non far bollire l’olio, o rischierai di bruciare le erbe e le tue mani con esse!

Una volta preparato, l’unguento va caricato così come faresti per qualsiasi altro preparato magico.

Al di là delle ricette e delle dosi, è l’esperienza a regnare sovrana in questo campo: quindi prenditi del tempo per sperimentare diversi oli vettori, diversi metodi di preparazione e diverse ricette. Fatti guidare dall’intuito (ma non esagerare…negli altri articoli puoi leggere alcune mie esperienze in merito) per sperimentare nuove miscele e utilizzi. Ricorda che le piante sono vive, quindi nel momento in cui scegli di lavorare con loro, devi chiedere il loro permesso.

E chissà… se saprai ascoltare bene, saranno proprio loro a suggerirti le ricette migliori.

Ogni filo d’erba sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.
Fabrizio Caramagna

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: Perché mi chiamano Strega

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