Come apprendere l’uso magico delle erbe?

In questi mesi mi è capitato più volte di dover rispondere a questa domanda.
Perché se le librerie pullulano di libri sui tarocchi, la stregoneria, la Wicca o più in generale su tematiche esoteriche, sull’uso magico delle erbe non si trova poi molto.
E dovendo approcciarsi allo studio della materia, per non lasciare tutto nelle mani dell’intuito (anzi: dell’istinto), diventa necessario trovare delle guide, dei testi da cui partire.

Peccato che…
I pochi manuali tradotti in italiano scarseggiano in quanto a coerenza, contestualizzazione e cura della grammatica della nostra bella lingua.

Personalmente, trovo poco utili i tomi che pretendono di dare un taglio enciclopedico a una materia che di enciclopedico non ha proprio niente.

Come “Enciclopedia delle erbe magiche” di Scott Cunningham, che ho acquistato qualche anno fa. Avevo già letto alcuni libri dell’autore, e ho deciso di fidarmi.

Mai trovato un libro che si prestasse tanto bene a fare da zeppa per il tavolo della cucina.

Un ammasso di significati e corrispondenze pianta/pianeti/elementi/propositi magici di dubbia origine, compilato mettendo assieme usi e tradizioni in modo assolutamente decontestualizzato.

Il libro perfetto per le streghine quindicenni che vogliano farsi belle con gli amici decantando proprietà astruse di piante altrettanto astruse, insomma.
E se la memoria fa cilecca, niente paura! Basta pescare a caso da una delle altre pagine e andare di inventiva, ostentando sicurezza.

Il problema di questo tipo di libri è che si limitano a vomitare un elenco di significati, spesso di dubbia natura, piuttosto che soffermarsi sull’essenza.

Dando l’idea che delle piante si possa capire il significato in modo distaccato, come se i loro steli fossero fatti di carta, la loro linfa d’inchiostro.

Tutto ciò mi rende molto triste. Come quando, in città, capita di incontrare bambini che non hanno mai visto una mucca se non su internet o sotto forma di bistecca.

Sia chiaro: questi almanacchi possono essere utili per rinfrescare, ogni tanto, la memoria. Io stessa ne faccio uso, talvolta.
Ma partire da libri come questi equivarrebbe a far leggere l’Ulisse di James Joyce a un bambino che ha appena iniziato a studiare l’inglese.

Gli usi di una pianta possono variare ampiamente in base alla sua storia, al territorio, alle funzioni mediche per cui veniva impiegata. Non interiorizzare tutto ciò va a snaturare il lavoro di  osservazione, studio e ascolto con cui si dovrebbe sempre approcciare il mondo naturale.

Vuoi imparare gli usi magici delle piante?
Bene.

Compra un libro di botanica o di erboristeria.
Possibilmente con figure a colori o foto in alta definizione, che ti aiutino a riconoscere le erbe che stai studiando.

Vai in un prato, in un bosco, in montagna.
Non puoi spostarti? Parti dalle piante che hai sul balcone o dal parco pubblico più vicino.
La Magia vive e risplende nelle cose più piccole.

Parti dalle erbe che riesci a riconoscere.

Accarezzale. Percepisci e memorizza la consistenza delle foglie e dello stelo, il colore, il profumo dei fiori.
Cerca di percepire il carattere della pianta con cui stai parlando.Si erge retta e forte, o le sue foglie ricadono verso terra?
Nasce tra i sassi, in pieno campo, vicino a una fonte d’acqua o nell’ombra?
Prenditi del tempo per osservare. Stai entrando a casa di qualcuno, devi farlo con curiosità e rispetto.

Apprendi la storia, la fitoterapia, i detti tradizionali.

Comprendi perché, nella tua terra, a quella pianta venivano attribuite determinate proprietà.

Studio è il primo maestro da cui prendere lezioni.

Solo dopo aver studiato, aver appreso chi hai davanti, potrai chiedere alla pianta di interagire con lei.
E se sei fortunato, lei potrebbe decidere di insegnarti qualcosa.

 

A questo punto mi aspetto due obiezioni.

La prima è che io stessa, talvolta, propongo delle interpretazioni di varie erbe prese della tradizione italiana o dalla mia sensibilità.

Cosa rende la mia versione più attendibile di quella riportata nei libri di cui sopra?

È presto detto. Io non spaccio la mia interpretazione della realtà come verità assoluta.
Quello che dico e propongo è frutto della mia esperienza, e mai – MAI – mi sentirai proporla come unico Verbo.

La seconda, è che per seguire l’iter di cui sopra occorre molto tempo, e che non tutti possono dedicare le giornate a parlare con le singole piante.
È vero.
Ma non si impara a comprendere le erbe da Facebook, così come non si può fare amicizia con uno sconosciuto solo fissandone intensamente la foto.

La Magia sta nelle cose più piccole.
Un colore pulsante, un piccolo insetto tra le foglie, la delicatezza di un petalo.  Prenditi tutto il tempo per osservare e lavorare con le singole piante.

Non stai imparando a “pasticciare” con formule copiate da internet.

Stai imparando a interagire con un altro essere vivente.

Dedicagli il tempo che merita.

Studiare senza riflettere è inutile. Riflettere senza studiare è pericoloso.
Confucio

 

Se vuoi portare assieme a me un po’ di Magia nel mondo, condividi questo articolo.
Grazie di Cuore.

Leggi anche: Quattro motivi per cui un incantesimo non funziona

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