Periodo da schifo? Ecco l’incenso che può aiutarti

Stai vivendo in questi giorni un periodo di tristezza, rancore, frustrazione, sei stanca e non riesci a riprendere energie?
Benvenuta nel club.

Mi piacerebbe poterti dire che “sei arrivata sulla pagina giusta”, ma non sono sufficientemente commerciale per questo.
Vorrei anche dirti che passerà presto, ma sarebbe un’infame menzogna, perché con tutta probabilità ti porterai dietro quest’energia ancora per un paio di settimane.

Vediamo perché, e cosa fare per limitare i danni.

Ma devo farti una premessa: è normale.
Non scappare.

È la tua sfida, coglila e vedila per quel che è. Un’opportunità di crescita.

L’autunno è il periodo della crisi, quella buona: che ti rivolta come un calzino, che scava nelle viscere portando alla luce la parte più umida e scura, di cui non andrai mai fiera.
Quella crisi che instilla il dubbio nelle tue convinzioni, come una muffa grigiastra che lentamente si impossessa di un muro esposto all’umidità.

La ragione di tutto ciò, in realtà, è molto semplice. Se settembre è il momento del raccolto – dominio della Terra per eccellenza, con annessi e connessi – tra ottobre e dicembre c’è il passaggio dal dominio della Terra a quello dell’Aria.
Il che vuol dire, in termini oxfordiani, abbinare la “depressione da obiettivi mancati” alle seghe mentali.

In questo periodo non è inusuale ritrovarsi spossati, dubbiosi e insoddisfatti. Le cose sono collegate da un filo conduttore color sangue. Quello della nostra cocciutaggine.

Mentre la Madre scivola nel buio, stendendo una soffice coltre di ombra sul terreno per farlo riposare, noi ci forziamo a remare in direzione ostinata e contraria.

C’è poca luce, vorremmo dedicarla ad attività piacevoli, e invece siamo a lavorare inchiodati ad una scrivania.
Frustrazione.

Abbiamo avuto tutto il modo di rifletter sul nostro raccolto. Con la fine dell’anno sentiamo il peso di tutti i propositi che ci eravamo (ri)proposti nel Gennaio passato, e che -implacabilmente e perentoriamente – sono rimasti intonsi come un regalo ancora da scartare.
Frustrazione.

Avremmo bisogno di dormire e mangiare di più. E invece ci spingiamo al massimo, ben oltre quello che il nostro corpo ci suggerirebbe. Drogati di luce elettrica e comfort food. Basta un altro caffè, ancora un po’ di zuccheri, una redbull e passa la paura.
Risultato? Indovina un po’. Frustrazione.

E continuiamo a sentirci stanchi, molto probabilmente nervosi e frustrati. Ma incapaci di fermarci.
Perché ci dicono che ogni minuto non dedicato al dio progresso sia un minuto sprecato. Tempo destinato a cadere nell’oblio del dimenticatoio, perché non produttivo.

Ma questa è un’altra storia.

Oggi vorrei suggerirti un incenso da bruciare nei momenti quando ti senti senza energia a causa di preoccupazioni, frustrazioni e stress. Per farlo chiederemo aiuto all’elemento dell’aria e a resine ed erbe dall’effetto purificante, così da ristabilire un clima sereno nel tuo stato d’animo e nell’ambiente in cui ti trovi.

Ti consiglio di bruciarlo dopo aver fatto una doccia calda, possibilmente usando uno scrub o una saponetta a base di sale così da aumentare l’effetto di purificazione.

Personalmente preferisco preparare gli incensi di volta in volta, così da poterli personalizzare sulle esigenze del momento. Ma se non hai tempo, puoi farne un quantitativo maggiore e mantenerlo in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, così che non risenta dell’umidità.

Ti consiglio in questo caso di incantarlo tutto assieme ma, ogni volta che ne ne usi un po’, di ripetere la canalizzazione energetica prima di bruciarlo. In questo modo sarai certa di poter indirizzare al meglio il potere dell’incenso verso il tuo proposito specifico.

Veniamo alla ricetta. Che la Luna ci assista.

  • 2 parti di olibano
    1 parte di canfora
    1 parte di foglie di menta (ma se non ce l’hai, puoi sostituire con qualche goccia di olio essenziale)
    1 parte di citronella

Per regolarti sulle dosi puoi usare un cucchiaino di metallo o, alle brutte, le tue belle manine: prendi un pizzico abbondante di ogni sostanza e depositalo sul palmo per vederne più o meno la quantità, poi trasferiscilo nel mortaio. In poco tempo vedrai che imparerai ad andare ad occhio, senza bisogno di questi passaggi.

Inizia pestando nel mortaio gli ingredienti più duri e poi passa a quelli morbidi.
Ti suggerisco di lasciare la canfora per ultima, in quanto una volta tritata assumerà una consistenza vagamente collosa che potrebbe far raggrumare la miscela.
Poco male, ma sono convinta che tu abbia di meglio da fare che passare una serata a scrostare il pestello del mortaio.

Una volta preparato l’incenso, sarà importante incantarlo per infondergli il tuo proposito. Se vuoi sapere come fare, ti consiglio di leggere questo articolo.

Brucialo sul carboncino avendo l’accortezza, qualora facesse troppo fumo, di frapporre un po’ di carta stagnola tra il carbone e la sostanza.

Se la giornata è stata da film horror – ogni tanto succedono e in questo periodo con maggiore frequenza – ti consiglio di accendere, oltre all’incenso, anche una candela azzurra. Rafforzerà il potere calmante della mistura.

Buona sperimentazione.

Leggi anche: Un incenso per Mabon

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