Una strega ha bisogno di un altare?

Se te lo sei chiesta almeno una volta, niente panico! Non devi vergognartene.

Ti dirò di più: non è affatto una domanda stupida.

Se ti sei posta questa domanda è perchè probabilmente hai letto libri che appartengono a una di queste due categorie:

  • quelli Wicca, che vedono la pratica magica come parte della ritualistica religiosa – perchè sì, la Wicca è una religione e come tale andrebbe trattata;
  • quelli di Magia cerimoniale, dalla quale la Wicca deriva, dato che Gardner era un esponente dell’ordine dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata (anche noto come Golden Dawn).

Nel primo caso potrebbe esserti stato consigliato di fare un altare devozionale/elementale, che abbini statue della divinità a rappresentazioni archetipiche gli elementi, la coppa, la bacchetta e via dicendo.

Nel secondo caso, è probabile che oltre ad alcuni degli elementi di cui sopra venga data particolare rilevanza al colore del panno, alla corrispondenza con pianeti ed i simboli cabalistici, così da aumentare la valenza accentratrice ed evocatoria dell’altare in sè.

Ho già espresso come la penso riguardo alla scelta della decorazione dell’altare in questo articolo, quindi vorrei risparmiarti le ripetizioni e andare subito al sodo:

Devo per forza avere un altare per essere una vera strega?

Premesso che si potrebbero spendere fiumi di parole su cosa voglia dire essere una “vera strega”, ma sorvoliamo.

Ad ogni modo a primo acchito la risposta può essere: NO.

L’altare è un luogo di connessione con il Divino, uno spazio sacro che supporta il tuo operato magico, che funge da catalizzatore per la tua pratica.

Esso è, in poche parole, il punto focale di uno spazio sacro all’interno del quale iniziare a sperimentare il contatto con il Divino e la Magia.

Ma non è fondamentale.

Un qualsiasi spazio naturale energeticamente “puro”, un bosco, uno spiazzo in riva al fiume, possono adempiere alla stessa funzione – anzi, sono molto più potenti.

Se guardo alla pratica nuda e cruda, l’altare risponde a due esigenze nel mio caso:

  • la ricerca di una rappresentazione fisica del mio concetto di Sacralità / Divinità. Una rappresentazione che mi dia forza, uno spazio del quale io abbia senta e bisogno di prendermi cura e che agevoli il mio dialogo con il Divino – qualunque forma gli si attribuisca.
  • avere un posto dove appoggiare tutti gli strumenti e preparazioni che io posso utilizzare mentre Pratico e Vivo la Magia.

Per esigenze di comodità dettate dalla nostra vita urbana, molte persone preferiscono avere un piccolo altare a casa che adempia a queste due esigenze.

Ma è un’usanza, non una necessità. O pensi veramente che nel Quattrocento, in case che assomigliavano pericolosamente a capanne, si usassero pentacoli finemente intagliati e panni di broccato intonati al colore delle stagioni?

Una strega è tale indipendentemente dagli strumenti che utilizza.

Una strega lo è per il suo operato, perchè ha un responso tangibile al suo agire – e dunque, ai suoi incantesimi – e non per gli abiti che indossa o per la lunghezza della sua bacchetta.

Se non senti l’esigenza di fare un altare in casa o le condizioni in cui vivi non te lo consentono (ad esempio se vivi con altre persone la cui reazione potrebbe metterti a disagio o indurti a praticare di nascosto), vivi tranquilla e vai a passeggiare in un bosco o in riva a un fiume.

Troverai la stessa sacralità di cui ha bisogno e, a patto che il luogo sia tranquillo e discreto, potrai liberamente praticare alla luce del sole.

Oltre al fatto che la nuda terra è un meraviglioso recipiente per accogliere candele, sacchetti, coppe o qualunque strumento tu stia usando nella pratica magica.

Hai il diritto di coltivare il tuo personale rapporto con la Magia e il Divino senza vincoli, senza etichette. Smettila di cercare uno schema fisso nel quale rientrare, non hai bisogno di ulteriori zavorre.

Chiudi gli occhi e respira.
Schiudi le ali.
E inizia a Sentire.

 

Se vuoi portare assieme a me un po’ di Magia nel mondo, condividi questo articolo.
Grazie di Cuore.

Leggi anche: Se incontri un Buddha, uccidilo.

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