Aspettando il Solstizio d’Estate

Cinque amici intorno a un cerchio.
Vino buono, uva maturata a lungo, lavorata con passione.

Un grande fuoco a scaldarci l’Anima.
Quattro volti si specchiano con il mio e mescolano i confini.
Un tamburo, vecchio amico, racconta i battiti del cuore. Fa risuonare la Terra.

Inizia il giorno più lungo dell’anno.

Pane impastato a mano. Con Amore.
Frutta matura che inebria l’anima e gli occhi.
Stoffe gialle che ricordano il sole.

Le mie erbe, compagne di vita e di magia, offrono il loro verde profumato.
Alcune, le Vecchie, nutriranno il Fuoco. Le giovani l’Acqua, con la quale ci purificheremo domattina.

E poi c’è lui, il Sole, che sbuca dalle nubi per scottare la pelle indebolita dall’inverno.
Per illuminarci di Grazia.

Mentre la musica scandisce il ritmo della vita, il corpo è grano maturo.
La bocca è respiro e canto.
Ascolto, sudore, danza, amore.

Bentrovata, Estate.

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Grazie di Cuore.

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